Nessun messaggio nuovo (romanzo, Gabriele Capelli Editore, 2017)

Spesso nella vita ci sono cose che lasciamo in sospeso, sicuri di avere il tempo per sistemarle. Ma qualche volta il destino decide diversamente…

"Posta in arrivo/nessun messaggio nuovo – Posta in uscita/nuovo messaggio: Va bene, Emi. Tu non mi rispondi e io continuerò a scriverti. Almeno questo non puoi impedirmelo. Puoi cancellare senza leggere, è vero. Ma spero tanto che tu non lo faccia".

 

 
Da una delle
 prime pagine:

Alex seppe che doveva morire entro sei mesi un giovedì.
Naturalmente non era preparato ad una notizia del genere, anche se gli esami che gli avevano prescritto e la cautela fumosa, al limite dell’educazione, da parte dei medici quando lui faceva domande lo avevano già messo in allarme.
Alex chiedeva con la voce tranquilla di chi si sta occupando di un problema che non lo riguarda da vicino, una questione astratta dai risvolti irrilevanti. Faceva sempre così nel suo mestiere di architetto. Parlava come se stesse cercando di capire dal borbottio del capo di una squadra di muratori perchè una parete appena costruita avesse gli spigoli incerti, cazzuolati alla meno peggio. Dentro la furia gli premeva contro le pareti dello stomaco, gonfiandosi in bolle di acidità corrosiva. Ma Alex aveva imparato a controllarsi da molto tempo. Mai fare domande impazienti, le risposte non potevano che essere confuse, talvolta inconsapevolmente corrotte.
Ormai non era più tempo di manfrine. La smania di sapere si era dileguata, lasciando spazio ad una calma stranita, attenta solo a percepire la dimensione esatta della risposta che gli stavano dando.
Cos’è.
Se lo era domandato fin dall’inizio, quando aveva cominciato a non stare bene. Una tosse persistente, secca, uno spasmo nervoso che saliva dai bronchi fino a riempire la gola togliendogli l’aria. La voce si faceva rugginosa all’improvviso, un’emanazione incoerente che lui non riusciva a riconoscere come sua. La debolezza, anche: un mantello di piombo gli avvolgeva le spalle schiacciandolo verso terra, un casco di ovatta bagnata che gli stringeva le tempie, rallentava i gesti, offuscava i riflessi, imprigionandolo in un involucro invisibile dall'odore soffocante.
Adesso lo sapeva. Una presenza estranea dentro di lui destinata a impossessarsi dei suoi organi, affamata delle sue molecole, determinata a distruggerlo nutrendosi di lui. Un'eucaristia blasfema e troppo anticipata. Un tradimento del corpo che l’aveva accettata senza combattere, nascondendo vigliaccamente le tracce dell’invasione fino a quando aveva potuto.
Com’è.
Non riusciva a visualizzarlo. Pensava a un meteorite oscuro e bugnoso, boccia dura e avvelenata che vorticava impazzita nei suoi visceri, frantumandoli in miliardi di pezzi e gli avrebbe procurato esplosioni improvvise di dolore. O forse era un essere tentacolare e viscido che si aggrappava inesorabile a tutto ciò che trovava, succhiando, masticando, divorando: un gigantesco lurido lumacone strisciava ovunque sfidando ogni legge di fisica applicata, assottigliandosi e gonfiandosi senza tregua per insinuarsi nelle caverne più nascoste del suo organismo.
Oppure non esisteva. Semplicemente non aveva nessuna consistenza, era una forma ectoplasmica che aveva scelto di incistarsi nel suo corpo e di possederlo come un demone. Invisibile e astuto avrebbe incenerito tutto. E lui, in un momento e in un luogo qualsiasi, si sarebbe afflosciato a terra senza un gemito, completamente svuotato. Rinsecchito e fragile come la frattaglia di pollo riempita d'aria che gli davano da bambino per giocare quando in cucina ne ammazzavano uno e non lo volevano fra i piedi mentre pulivano e spennavano. Non aveva mai capito bene cosa fosse. Era una vescica giallastra, piccola, irregolare che lui buttava per aria sperando restasse sospesa e invece precipitava subito a terra, incapace di trattenere la briciola di fiato che le avevano soffiato dentro. Una caduta sgraziata. Un residuo organico trasparente e deforme e fatto di niente.

 

Recensioni:

Recensione di Francesca Ghittoni - Club-Letterario

Il romanzo di Dada Montarolo “Nessun messaggio nuovo”, non è uno di quelli che si leggano di filato in poche ore spensierate. La lettura richiede pause e riflessione: da un lato il tema: la malattia terminale che mette una data di scadenza alla vita; dall’altro lo stile dell’autrice colto, profondo, evocativo. L’impegno profuso dal lettore non toglie un grammo di piacevolezza all’esperienza; sono anzi i momenti in cui si chiude il libro, col dito a tenere il segno, a ripetersi in un sussurro una frase particolarmente riuscita, o a deglutire una verità scomoda, che rendono significativo il tempo passato a leggere.

La storia è svelata attraverso le email scritte per tre persone importanti , perdute da tempo. La sola verità che conti ora, la certezza irreversibile della morte, costringe il protagonista ad essere sincero: niente scuse e bugie, la vita è riesaminata alla luce della verità. In qualche modo ne esce una figura di ordinario eroismo: poiché tutti siamo chiamati ad affrontare, soli, la fine della vita, ma, per farlo nella verità, ci vuole coraggio.

Il formato è particolarmente gradevole da maneggiare e comodo da leggere. Raccomando questo libro a tutti quei lettori che abbiano voglia, o bisogno, di confrontarsi con temi forti e che, invece di distrarre ed anestetizzare il proprio cervello, siano pronti a mettersi personalmente in gioco.



Recensione de L'informatore

S’intitola “Nessun messaggio nuovo” il romanzo pubblicato nei giorni scorsi dall’editore Gabriele Capelli, di Mendrisio. Scritto alcuni anni fa dalla giornalista e scrittrice italiana Dada Montarolo, residente in Valle Leventina, il libro parla dei messaggi di posta elettronica inviati da Alex, architetto quarantenne, cui i medici hanno dato un termine alla sua vita, di 6 mesi, a causa di un tumore. Il protagonista del romanzo sceglie di non parlare ai destinatari di questa scadenza imminente, ma fino ad un certo punto. I messaggi sono recapitati a tre indirizzi: quelli della sua donna, persa per uno stupido tradimento, del suo migliore amico e collega, e del papà. Con tutti e tre ci sono dei conti in sospeso, a volte assai lontani nel tempo.

I primi messaggi rimangono senza risposta, ma Alex non si ferma e continua a scrivere, anche se il silenzio dei destinatari continua. “Ero quasi sicuro che non mi avresti risposto, papà”. La posta elettronica diventa così uno strumento per scavare nel passato, per affrontare la fine e soprattutto la paura, la vera avversaria che Alex deve sconfiggere.

Il romanzo inizia quando i medici dell’ospedale pronunciano la sentenza e parlano ad Alex di qualche terapia per cercare di prolungare un po’ la vita. Ma il malato capisce che non ne vale la pena, soprattutto quando l’oncologo muove appena il capo per una sbirciatina al quadrante dell’orologio. Ha altri pazienti che lo aspettano, spiega ad Alex. È in quel momento che decide di andarsene il più in fretta possibile e di non farsi più vedere, di tornare a casa senza portarsi dietro carte e radiografie perché la sua casa non deve essere contagiata. E di accendere il pc.

Dada Montarolo ha studiato giurisprudenza in Italia ed ha collaborato come corrispondente di alcuni quotidiani nazionali italiani dagli Stati Uniti, Australia, Oriente e Nuova Zelanda. Tornata in Europa ha lasciato il giornalismo e oggi, affianca l’attività di scrittrice a quella di copywriter. Ha scritto e pubblicato diverse opere, anche per il teatro e il cinema.



Giornate letterarie di Soletta

Comunicato stampa ufficiale

A Soletta il week-end dell’Ascensione sarà nel segno della parola scritta e parlata: per tre giorni nella città barocca si assisterà a letture, traduzioni, discussioni e performance. I visitatori potranno muoversi fra 14 luoghi e una grande varietà di manifestazioni attraverso le quali le Giornate Letterarie di Soletta intendono mostrare l’attualità letteraria elvetica. Dalla loro istituzione 39 anni fa, le Giornate Letterarie di Soletta sono divenute un forum privilegiato per la scena letteraria delle quattro regioni linguistiche. Nomi noti come Ilma Rakusa, Lukas Bärfuss e Jonas Lüscher presenteranno le loro opere più recenti e molto discusse. In aggiunta ci saranno autrici e autori fattisi notare per il loro debutto molto promettente: Elisa Shua Dusapin, Dina Sikiric, Julia Weber e Flurin Jecker. Con Antoinette Rychner, Massimo Gezzi, Ernst Burren e Dieter Zwicky saranno inoltre presenti autori che da poco hanno ricevuto il Premio svizzero di letteratura.

Oltre a Massimo Gezzi, dalla Svizzera italiana si attendono con piacere Maria Rosaria Valentini, Dada Montarolo e Fabiano Alborghetti, il cui romanzo in versi uscirà proprio in concomitanza con le Giornate Letterarie di Soletta. Dall’Italia arriverà invece a presentare il suo nuovo romanzo il noto cantautore e attore Simone Cristicchi, già vincitore del Festival di Sanremo e attualmente impegnato in un intenso tour teatrale. Per quel che concerne le traduzioni, si sottolinea la presenza di Donata Berra, poeta e traduttrice dal tedesco all’italiano, e di Walter Rosselli che ha trasposto testi in italiano partendo dal francese e dal romancio.

La Romandia sarà rappresentata da Catherine Safonoff, Elisa Shua Dusapin, Antoinette Rychner, Mary-Laure Zoss, Antonio Albanese e dall’AJAR, giovane collettivo d’autori, mentre Bibi Vaplan e Benedetto Vigne presenteranno le loro pubblicazioni in romancio. Oltre alle autrici e agli autori svizzeri arriveranno a Soletta undici ospiti internazionali: tra questi anche Olga Grjasnowa (DE), Shumona Sinha (FR), Céline Minard (FR), David van Reybrouck (BE) e Franzobel (AUT). Il discorso inaugurale sarà tenuto da Ilija Trojanow, autore, traduttore e editore tedesco, che a Soletta presenterà il suo essay «Nach der Flucht», fresco di pubblicazione.

Nel «Salone di poesia» il pubblico si potrà avvicinare al fascino della scrittura lirica tra letture e discussioni. Lì i poeti potranno spiegare come procedono nella composizione del testo, aiutando le lettrici e i lettori a trovare una propria via attraverso la struttura poetica. Invitati al salone di poesia saranno Schindler-Wunderlich e Mary-Laure Zoss, mentre il drammaturgo e poeta Volker Braun (DE) vi presenterà le sue nuove poesie. Da anni traduttrici e traduttori costituiscono una parte fissa del programma. In totale dieci traduttrici e traduttori, tra cui Lena Müller, Ulrich Blumenbach e Christian Hansen, saranno a Soletta per spiegare sul palco il loro lavoro con la lingua madre e con quella straniera.

Nel nuovo punto nodale del programma Spoken Word si incontrano letteratura e performance: autrici e autori mostreranno al pubblico in maniera coinvolgente le variegate possibilità relative alla parola parlata e forzeranno i confini della scritturalità. Gli autori Spoken Word sono Valerio Moser, Remo Rikenbacher e Emanuel Bundi, l’autrice Spoken Word Daniela Dill, i rapper Big Zis e Göldin, così come, dalla Romandia, il poeta slam Narcisse. Nei giorni antecedenti le Giornate Letterarie di Soletta, dal 22 al 24 maggio, si terranno le giornate della letteratura giovanile e per bambini (JuKiLi). L’ampia offerta di letture, teatri d’immagine, workshops è rivolta a classi dell’asilo fino alla scuola media. Tra gli altri leggeranno Francesca Sanna – illustratrice sarda che vive a Zurigo – Katja Alves e Sunil Mann. Inoltre, durante le Giornate Letterarie di Soletta ci sarà una casa per bambini (con sorveglianza), una mattinata per le famiglie, così come, per la prima volta, una serie di incontri sulla letteratura giovanile e per bambini indirizzati a un pubblico adulto.

Podi di discussione, laboratori di scrittura, mostre e concerti completano l’edizione di quest’anno. Il programma dettagliato delle 39. Giornate Letterarie di Soletta, inclusa una cartella stampa completa, verrà pubblicato il 25 aprile 2017.

Le giornate letterarie in sintesi

Dal 26 al 28 maggio 2017 più di 70 autrici e autori, traduttrici e traduttori si incontreranno alla 39. edizione delle Giornate Letterarie di Soletta. Sull’arco dei tre giorni verrà presentata la varietà della produzione letteraria nazionale con letture, saloni di poesia, atelier di traduzione e performance. Giovedì 25 maggio l’autore e traduttore tedesco Ilija Trojanow terrà il discorso inaugurale di un’edizione che, fra gli undici ospiti stranieri, vedrà pure la presenza di Simone Cristicchi, Alan Pauls e Shumona Sinha. Le autrici, gli autori e i traduttori invitati - 2017

Svizzera italiana: Dada Montarolo, Maria Rosaria Valentini, Fabiano Alborghetti, Massimo Gezzi.

Svizzera tedesca: Amsél, Michael Angele, Lukas Bärfuss, Ernst Burren, Alex Capus, Martina Clavadetscher, Zora del Buono, Franz Dodel, Urs Faes, Michael Fehr, Andrea Fischer Schulthess, Flurin Jecker, Christoph Keller, Tim Krohn, Tom Kummer, Jonas Lüscher, Gerhard Meister, Francesco Micieli, Ilma Rakusa, Vera Schindler-Wunderlich, Dina Sikiric, Pius Strassmann, Henriette Vásárhelyi, Julia Weber, Kathy Zarnegin, Matthias Zschokke, Dieter Zwicky

Svizzera francese: Antonio Albanese, Elisa Shua Dusapin, L’AJAR, Antoinette Rychner, Catherine Safonoff, Mary-Laure Zoss.

Svizzera romancia: Bibi Vaplan, Benedetto Vigne Spoken Word Big Zis, Göldin, Narcisse, Emanuel Bundi, Daniela Dill, Remo Rickenbacher, Valerio Moser.

Autrici e autori JuKiLi: Katja Alves, Dana Grigorcea, Anna Luchs, Sunil Mann, Francesca Sanna, Lika Nüssli.

Ospiti internazionali: Volker Braun (DE), Eric Chevillard (FR), Simone Cristicchi (IT), Franzobel (AT), Olga Grjasnowa (DE), Céline Minard (FR), Fiston Mwanza Mujila (CD), Alan Pauls (AR), Shumona Sinha (FR), Ilija Trojanow (DE), David van Reybrouck (BE).

Traduttrici e traduttori: Donata Berra (de-it), Ulrich Blumenbach (en-de), Lydia Dimitrow (fr-de), Christian Hansen (es-de), Camille Luscher (de-fr), Katharina Meyer (fr-de), Lena Müller (fr-de), Victoria Dimitrova Popova (bg-de), Walter Rosselli (rr–fr/it), Isabelle Rüf (de-fr), Thomas Schlachter (en-de), Marina Skalova (de-fr).


Swissinfo.ch: 10 autrici e autori che dovreste leggere



Targa speciale della giuria di Stresa a Dada Montarolo

Qui di seguito il comunicato integrale:

“Selezionate le cinque opere finaliste dell’edizione 2017 del Premio Stresa di Narrativa” La giuria dei Critici del Premio Stresa di Narrativa, composta da Piero Bianucci, Maurizio Cucchi, Orlando Perera, Marco Santagata e presieduta da Gianfranco Lazzaro ha selezionato le cinque opere finaliste del Premio Stresa di Narrativa 2017.

Le cinque opere selezionate, tra le oltre cinquanta pervenute, saranno ora sottoposte alla Giuria dei settanta Lettori che, congiuntamente alla Giuria dei Critici, sceglierà il vincitore. I finalisti sono: “Appunti di meccanica celeste” di Domenico Dara edito da Nutrimenti “Vita di Nullo” di Diego Marani edito da La nave di Teseo “Un’educazione milanese” di Alberto Rollo edito da Manni Editore “Ogni spazio felice” di Alberto Schiavone edito da Guanda “La regola dei pesci” di Giorgio Scianna edito da Einaudi

Il Premio Stresa di Narrativa sarà consegnato DOMENICA 22 ottobre p.v. – alle ore 17 – nei magnifici Saloni Liberty dell’Hotel Regina Palace di Stresa (entrata libera).

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Turistica Pro Loco di Stresa, con il patrocinio e sostegno della Città di Stresa e con il contributo della Fondazione Banca Popolare di Novara per il territorio.

Targhe della Giuria

La Giuria dei Critici ha altresì deciso di attribuire le seguenti “targhe speciali” a: “Un’insolita armatura” di Alessio Bergamin edito da Cleup sc “Il segreto di Blanca” di Laura Calderini edito da LuoghInteriori “Le radici del mirto – Donne ribelli contro la violenza” di Maria Grazia Corradi edito da Erga Edizioni “Non si piange sul latte macchiato” di Bruno Gambarotta edito da Manni Editore “Nessun messaggio nuovo” di Dada Montarolo edito da Gabrielecapellieditore (Mendrisio-Svizzera) e di attribuire la “menzione speciale per gli autori locali” a: “La ragazza col peluche” di Nicola Binda e Sara Capasso edito da Goalbook Edizioni “L’angelo che scese a piedi dal Monte Rosa” di Alberto Paleari edito da MonteRosa edizioni




 
   
 
   
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